Podere La Torre

Curiosità · Il fotoperiodo

Il fotoperiodo: le galline contano le ore di luce.

Non è il freddo a far calare le uova d'inverno, o almeno non soprattutto. È il buio. Una gallina misura la lunghezza del giorno, e quando il giorno si accorcia il suo corpo smette di prepararsi a deporre.

La soglia

Quattordici ore di luce.

Per deporre a pieno ritmo una gallina ha bisogno di circa quattordici ore di luce al giorno. Sotto le dodici la deposizione rallenta parecchio, e nelle giornate più corte dell'anno molte galline smettono del tutto.

Qui a Cisano sul Neva il sole resta sopra l'orizzonte più di quattordici ore solo da maggio a metà agosto. A dicembre arriva a nemmeno nove. In mezzo c'è tutto il resto dell'anno, e le nostre galline lo seguono.

Ore di luce a Cisano sul Neva il 15 di ogni mese: da 9 ore e 13 a gennaio a 15 ore e 28 a giugno, 8 ore e 54 a dicembre. Sopra le 14 ore solo da maggio ad agosto. 14h 9h13G 10h23F 11h47M 13h23A 14h44M 15h28G 15h11L 14h01A 12h27S 10h55O 9h34N 8h54D
Ore di luce a Cisano sul Neva, il 15 di ogni mese. In ocra i mesi sopra le quattordici ore.

Come la sente

Non solo con gli occhi.

La gallina la luce la vede, ma la sente anche più in profondità. Nel cervello ha dei recettori che la luce raggiunge attraverso le penne e le ossa del cranio, e che servono a una cosa sola: misurare quanto è lungo il giorno.

Quando il giorno si allunga, quei recettori accendono una catena di ormoni che arriva fino all'ovaio e gli dice di maturare nuove uova. Quando si accorcia, la catena rallenta. È un calendario interno, antico quanto la specie: in natura un pulcino nato in primavera trova caldo e cibo, uno nato a dicembre no.

Conta anche la direzione, non solo la quantità. A febbraio, con poco più di dieci ore, le galline ricominciano a deporre perché le giornate crescono. A ottobre, con quasi undici, rallentano perché calano. Stessa luce, segnale opposto.

Perché di mattina

Un uovo al giorno, ma un po' più tardi ogni giorno.

Per fare un uovo, dal tuorlo al guscio, una gallina ci mette circa ventiquattro-ventisei ore. Il tuorlo successivo si stacca dall'ovaio poco dopo che ha deposto il precedente: più di un giorno di lavoro per ogni uovo, e il successivo che parte solo quando il primo è fuori.

Il risultato è che ogni giorno depone un po' più tardi del giorno prima. Va avanti così per qualche giorno, finché si arriva al tardo pomeriggio, e a quell'ora il corpo della gallina un tuorlo nuovo non lo fa partire: salta un giorno, e il giro dopo ricomincia dal mattino presto. È per questo che le uova si raccolgono soprattutto la mattina, e che nessuna gallina fa un uovo al giorno tutto l'anno.

La luce artificiale

Si potrebbe fare d'inverno quello che fa l'estate.

Se è la luce a comandare, basta darne di più. Con qualche lampada nel pollaio, accesa prima dell'alba o dopo il tramonto, il giorno della gallina dura quattordici o sedici ore anche a dicembre, e le uova non calano. È una pratica comune e consentita, ed è il motivo per cui al supermercato le uova non finiscono mai.

Noi non la usiamo. Nel nostro pollaio la luce è quella del giorno, e basta: d'inverno le galline rallentano, riposano, e a fine inverno ripartono da sole. Insieme alla muta d'autunno è la ragione per cui per qualche mese le uova sono meno. Preferiamo così, e preferiamo dirtelo.

Fonti: Penn State Extension, Artificial lighting for winter egg production; University of Arizona Cooperative Extension, Lighting schedules for backyard laying flocks (le 14–16 ore di luce e il calo sotto le 12).

Scritto da noi, Veronica e Daniele: le galline, le anatre e le quaglie di cui parliamo sono le nostre, a Cisano sul Neva. Chi siamo.