Come le alleviamo
Con i loro tempi, non con i nostri.
Nessuna gabbia: galline e anatre allevate all'aperto, quaglie in un'ampia voliera. Qui sotto c'è cosa vuol dire davvero, e cosa cambia rispetto agli altri modi di allevare. Poi il resto: cosa mangiano, che luce vedono, chi le controlla, e perché d'inverno ne abbiamo meno.
Come stanno
Quello che c'è dietro ogni uovo.
Da noi non c'è nessuna gabbia. Galline e anatre sono allevate all'aperto, libere di razzolare; le quaglie, che di solito si allevano in piccole gabbie, stanno in un'ampia voliera dove hanno spazio per muoversi.
Mangiano Raggio di Sole, con la formula giusta per ogni specie e per ogni età: un pulcino non mangia come una gallina che depone, e un'anatra non mangia come una quaglia. Al mangime aggiungiamo granaglie miste e frutta e verdura di stagione, e l'acqua è sempre fresca e pulita. Niente antibiotici preventivi: se una si ammala la separiamo dalle altre, in un'infermeria apposta, e la curiamo lì finché non è guarita del tutto. Torna nel gruppo solo dopo il tempo di sospensione, e fino ad allora le sue uova restano fuori dalle confezioni.
La luce è quella del giorno, e basta: niente illuminazione artificiale per forzare la deposizione. Le galline vivono con i loro galli e covano quando vogliono, perché il loro istinto materno lo assecondiamo invece di spegnerlo.
È così che nasce la maggior parte delle nostre galline: da un uovo del nostro pollaio, sotto una chioccia o in incubatrice, e cresciuta qui dal primo giorno. Il pollaio si rinnova da sé, invece di essere rifornito da fuori. Come nascono.
Poi ci sono le cose meno poetiche, che contano lo stesso: gli esami per la salmonella, il piano di autocontrollo HACCP, e la scadenza stampata su ogni confezione, 28 giorni dalla deposizione, come prevede la legge. Le uova sono controllate, belle e sane.
Gabbia, terra, aperto, biologico
Quattro modi di allevare, e la differenza è fuori.
Sulle uova di gallina la legge europea riconosce quattro categorie, e ognuna ha il suo numero sul guscio. Quello che le distingue è soprattutto dove vive la gallina: in gabbia, in un capannone chiuso, o con un prato a disposizione ogni giorno.
In gabbia
Gabbie "arricchite", con posatoio e nido, in capannone: almeno 750 cm² per gallina, cioè un quadrato di circa 27 centimetri di lato. Non escono mai.
A terra
Libere, ma dentro un capannone chiuso: fino a nove galline per metro quadro. Niente accesso all'esterno.
All'aperto
Il ricovero per la notte, e di giorno l'uscita su un terreno coperto di vegetazione: almeno quattro metri quadri all'aperto per ogni gallina.
Biologico
Lo stesso spazio all'aperto della 1, meno galline al chiuso, mangimi biologici e la certificazione di tutta l'azienda.
Tra la 2 e la 1, quindi, la differenza è proprio il fuori: la terra da razzolare, l'erba, il sole, la terra per i bagni di polvere. Tra la 1 e la 0 lo spazio all'aperto è lo stesso; cambiano il mangime, che nel biologico deve essere certificato, e le regole sul resto dell'allevamento.
Da noi non c'è nessuna gabbia, per nessun animale: le galline e le anatre stanno all'aperto, le quaglie, che di solito si allevano in gabbia, in una voliera ampia. Più spiegato, con tutte le regole dell'all'aperto, in cosa chiede la legge.
Fonti: Direttiva 1999/74/CE (gabbie arricchite e allevamento a terra), Regolamento delegato (UE) 2023/2465 (uova da allevamento all'aperto), Regolamento di esecuzione (UE) 2020/464 (allevamento biologico).
Domande
Quello che ci chiedete su come vivono.
- Le vostre galline stanno in gabbia?
No. Da noi non c'è nessuna gabbia, per nessun animale: galline e anatre sono allevate all'aperto, con il prato a disposizione tutto il giorno, e le quaglie vivono in un'ampia voliera.
- Che differenza c'è tra uova a terra, all'aperto e biologiche?
A terra (2 sul guscio) le galline sono libere ma dentro un capannone chiuso. All'aperto (1) hanno anche un terreno con vegetazione, almeno quattro metri quadri a gallina. Biologico (0) vuol dire lo stesso spazio all'aperto, con mangimi biologici e la certificazione dell'azienda. Le nostre sono 1.
- Usate antibiotici?
Non per prevenire. Se una gallina si ammala la curiamo in un'infermeria separata, e le sue uova restano fuori dalle confezioni finché non è passato il tempo di sospensione.
- Accendete la luce nel pollaio d'inverno?
No. Le galline vedono solo la luce del giorno, e per questo d'inverno fanno meno uova.
- Come capisco da dove viene un uovo?
Dal codice stampato sul guscio. Sulle nostre uova di gallina c'è 1IT025SV055: 1 vuol dire allevate all'aperto, poi il paese, il comune, la provincia e il nostro allevamento.
La stagionalità
D'inverno ne abbiamo meno. Niente luce artificiale.
Le uova sono un prodotto stagionale, anche se il banco del supermercato è sempre pieno uguale. Le galline seguono un ciclo, e il ciclo si sente.
Una volta l'anno fanno la muta: cambiano le penne e per qualche settimana smettono di deporre. È fisiologico, e una gallina che non fa mai la muta è una gallina a cui è stato impedito. Da novembre a febbraio, con le giornate corte, si sente anche la luce: meno giorno, meno uova, e si deve sentire. Anche il caldo forte dell'estate rallenta la deposizione, che riprende con le temperature più miti.
Si potrebbe correggere quasi tutto con la luce artificiale nel pollaio. Noi non lo facciamo. Vuol dire che certi periodi le uova possono non essere disponibili nelle stesse quantità: preferiamo scriverlo qui, così sai cosa aspettarti quando ordini.
Per te vuol dire una cosa pratica: conviene ordinare con un po' di anticipo. E quando ne abbiamo meno, di solito riduciamo un po' le quantità a tutti, per non lasciare nessuno senza: te lo diciamo prima del giro.
La tracciabilità
Ogni confezione porta il suo codice.
Le uova si raccolgono e si confezionano giornalmente, con la data di deposizione di quel giorno. Il codice lo stampiamo noi, sul posto.
Da quel codice risaliamo a chi l'ha fatto quell'uovo e a cosa ha mangiato quella settimana. È la ragione per cui certi clienti ci comprano le uova da anni: sanno che quello che c'è scritto sopra è successo davvero.
E c'è un vantaggio pratico: sulla confezione trovi tutti e due i dati — il giorno di deposizione, dentro il lotto, e la scadenza stampata, che per legge cade 28 giorni dopo. Sono due numeri che si controllano a vicenda: se tornano, la data di deposizione è quella vera. Non devi crederci sulla parola.
GD160926
- G
- Da chi arriva: gallina, anatra o quaglia.
- D
- Il punto di produzione.
- 160926
- Il giorno in cui è stato deposto: 16 settembre 2026. Non la data di confezionamento.
Il codice sul guscio
All'aperto per davvero, e c'è scritto sul guscio.
"Allevate all'aperto" non è un modo di dire, e non lo decidiamo noi. È la categoria con cui il nostro allevamento è registrato, con il codice IT025SV055, e i controlli ufficiali verificano che sia rispettata: spazio, accesso all'esterno, tutto quello che la legge chiede perché quella parola si possa scrivere.
La prova è stampata sul guscio di ogni uovo di gallina, ed è un codice uguale in tutta Europa. La cifra da guardare è la prima: 0 vuol dire biologico, 1 allevata all'aperto, 2 a terra, 3 in gabbia (cosa cambia tra l'una e l'altra lo trovate più su). Sulle nostre c'è 1. Un uovo senza codice può anche essere buono, ma non vi dice come vive la gallina. Il nostro sì, e potete controllarlo su qualunque uovo, anche al supermercato.
Sulle uova di anatra trovate solo il codice dell'allevamento, da IT in poi: la cifra del tipo di allevamento la legge la prevede solo per le galline. Le uova di quaglia non si timbrano.
1IT025SV055
- 1
- Come è allevata la gallina: allevata all'aperto.
- IT
- Il paese: Italia.
- 025
- Il comune: Cisano sul Neva.
- SV
- La provincia: Savona.
- 055
- Il codice del nostro allevamento.